DENTRO IL PALAZZO MALEDETTO

Nicola Di Luca, di professione infiltrato.

 

 

27 ore chiusi in consiglio comunale,

tanto è stato necessario per approvare in Consiglio il primo (parziale) tentativo di privatizzazione della nuova Giunta: la dismissione di parte del pacchetto azionario di Sea e Serravalle. Sì la giunta Pisapia privatizza e, questa è la notizia, contrariamente alle aspettative, l’opposizione non è stata nell’ala sinistra del consiglio, quanto in un arzillo centrodestra che le ha provate tutte per fermare il provvedimento che salva il patto di stabilità del Comune di Milano. Il provvedimento è stato poi approvato appena in tempo per salvare il patto di stabilità del Comune di Milano. Il Pdl ha quindi deciso di rivolgersi al TAR.

Dopo la via giudiziaria al socialismo, che tanto ha fatto discutere negli anni di tangentopoli, il centrodestra in Comune adotta la via giudiziaria al pressapochismo. Masseroli, ex assessore della giunta Moratti, tuona: “ci sono state irregolarità nella gestione dei lavori”. Che Masseroli non sappia spiegare, almeno ai suoi elettori, perché non entra nel merito della delibera ma attacca sulla “gestione dei lavori” è bizzarro, ma quel che è certo è che la vera irregolarità è che i milanesi nell’epoca delle decisioni istantanee e della rete debbano pagare oltre 50 consiglieri ed un esercito di commessi, vigili e camerieri che per 27 ore discutono di una delibera che tutti sapevano si sarebbe dovuta approvare, pena il fallimento del Comune.

Alla faccia della tanto sbandierata politica del risparmio!

Con Berlusconi stanco il centrodestra non sa innovare e scopiazza la cattiva opposizione che ha caratterizzato il centro sinistra negli anni della Moratti.