101 COSE DA NON FARE A MILANO / 1-80

101 COSE DA NON FARE A MILANO / 1-80

Mar 19

 

 

1. Sedersi da qualche parte e leggersi questa guida. Forse ne avete vista un’altra simile in libreria. Bè, questa è quella utile.

2. Parcheggiare in Ticinese dopo le 22 di sera. Non contribuite a rendere ancora più pingue la pensione del vigile urbano che vi multerà.

3. Passeggiare in Barona con la catenina d’oro della Comunione. Non regalate a qualche zanza l’unico ricordo di vostra nonna.

4. Prendere un treno a Porta Genova sperando che parta in orario o di poter guardare fuori dal finestrino. Non fatelo e basta: è una battaglia persa.

5. Andare al FuoriSalone pensando di bere gratis. Non esistono feste a cui si beve gratis e se esistono voi non sarete invitati e se sarete invitati andate un po‘ affanculo perchè a noi non c’hanno mai invitato.

6. Prendere un taxi di notte. Non è umanamente possibile che per fare 3 vie con la strada sgombra chiedano 14 euro e 60, alla faccia delle promesse elettorali.

7.  Mangiare al Burger King in Duomo. Non è detto che l’epatite sia sempre curabile.

8. Fare un mutuo per una casa da veri fighetti dentro la cerchia dei Bastioni. Non sopravviverete alla bastonata che arriva da Area C.

9.  Fare un giro di notte nei giardinetti in Cadorna davanti all‘Old Fashon, lungo la ferrovia delle Nord. Non riuscireste più a dormire né a sedervi per almeno 3 settimane.

10. Fare la fila al Plastic. Non date soddisfazione alla donna-uomo e al sosia di Prince. Dentro il Plastic non c’è assolutamente niente per cui valga la pena perdere la dignità. Abbiate stima di voi stessi!

11. Fermarsi a chiedere indicazioni stradali di notte, in piazzale Lagosta. Non fate finta di non averla capita.

12. Dare fastidio ai cigni del laghetto di Milano 2. A dispetto delle apparenze mordono, sono aggressivi e violenti. Del resto sono gli stessi dalla fine degli anni 70 e  all’epoca furono covati da Mangano.

13. Ordinare il “completo” al baracchino delle (ex) zozze in Argonne. Non servirà nessuna caramella o dentifricio, e il giorno dopo dovete pur sempre tornare in ufficio.

14. Sfidare gli anziani che giocano a scacchi al bar dei giardini di Porta Venezia. Non potete saperlo, ma dietro quelle partite c’è un torbido racket di scommesse, ricatti e proiezioni coatte di film muti allo spazio Oberdan.

15.  Fare affari d’oro al mercatino di San Donato. Non si tratta di un outlet, e lo sapete benissimo!

16. Dire la parola “spread” al Radetzky in Moscova. Non è bello essere assaliti da una brigata di giornalisti di Milano Finanza, che vi asciugano tutta la sera con la loro personale ricetta per risolvere la crisi finanziaria europea (ricetta che, a loro dire, non possono pubblicare sul loro giornale perchè “quelli la’” li censurerebbero di sicuro).

17. Fare affidamento sui mezzi pubblici notturni al sabato sera. Si conoscono persone che sono uscite dal locale alle due, hanno raggiunto a piedi la fermata e quando finalmente è arrivata la 90 sono andate direttamente al lavoro.

18. Un tuffo nel Lambro. Il terzo capezzolo del giorno dopo è solo un sintomo tra tanti.

19. Farsi coinvolgere dall’inarrestabile moda neo-paninara dell‘hamburger fighetto. Il panino è uguale a quello di Mc Donald ma costa il triplo. E il ristorante potrebbe essere di proprietà del figlio di La Russa!

20. Molestare le sudamericane al Tropicana di viale Bligny o al festival estivo nell’aerea Ex Portello. E se poi beccate la tipa di un Latin King? Non avete idea di cosa è capace di fare un Latin King cornuto.

21. Utilizzare il verbo “sushare” (Es: stasera sushamo?). La lingua di Dante e Petrarca non merita questa fine.

22. Fare la fila davanti a Gucci il giorno dell’apertura dei saldi. Ricordatevi che siete pur sempre esseri umani.

23. Andare a correre la domenica mattina al parco delle Cave. C’è gente che una domenica è uscita di casa, è andata a votare Pillitteri e non è ancora tornata a casa.

24. Buttare il Booster o la Mini nell’Olona per intascare i soldi dell’assicurazione. Ormai li dentro, tra macchine e motorini,  ce ne sono talmente tanti che il vostro mezzo non andrebbe a fondo, e i vigili vi sgamerebbero subito.

25. Fare acquisti alla fiera di Sinigallia per lanciarsi al Punks Wear Prada. Il Sid Vicious che c’è in voi può starsene a casa: se al Santa Tecla dovessero vedere un vero punk, chiamerebbero subito la polizia.

26. L’aperitivo da Claudio in Brera. Ok, secondo voi è chic. Ok, non sapete resistere alla tentazione di pronunciare la sacra frase “il pesce, come qui, da nessun’altra parte!”. Ma una volta usciti, puzzate come Capitan Findus, e se i vostri amici non ve l’hanno mai detto è perchè non hanno avuto il coraggio!

27.  Dormire all’Ostello Bello in via Medici per rivivere le atmosfere dei vostri inter-rail. L’avventore più scapestrato che potreste incontrare è il figlio di Moratti.

28. Intralciare il traffico davanti alla Rinascente per capire cosa urla quel signore anziano seduto li davanti. Vende i biglietti della Lotteria e grida “Lotteria Italia“. Prima era “Lotteria Nazionale” seguito da “Capodanno”.

29. Nascere a Milano e tifare juve. Questa non va neanche spiegata.

30. Imparare a ballare la “Pizzica”. Non siete più in Salentu, non c’è lu sole, lu mare e lu ientu! Siamo a Milano: nebbia, lavoro e Pm10. Fatevene una ragione, perdio!

31. Andare alla Naba o allo IED e sperare poi di trovare un lavoro sopra i 1200 al mese. O anche sopra i 1000. O anche sopra gli 800. O anche sopra i 600. O anche…

32. Bere vino al bicchiere recitando la parte dello scrittore bohemian al Le Trottoir di Piazza XXIV maggio. Non funziona più: nè sul mercato, nè con le tipe. E poi di Andrea Pinketts ce n’è già uno. Basta e avanza.

33. Entrare in Area C contromano. E’ come andare sulla corsia d’emergenza per fregare il tutor. Non funziona più. Fidatevi…

34. Partecipare a un casting in via De Ruta da Magnolia o Zodiak Active. L’epoca in cui si svoltava partecipando a un reality è finita. Ora tocca lavorare.

35. Comprare le palline tra le macerie di Piazza XXV aprile. Hanno fatto servizi nei tg, documentari, persino uno pseudo-film con Raul Bova. Lo volete capire che è pieno di telecamere?

36. Indossare spalline e papillon per spiccare all’I Love Club Haus del Divina. Quei vestiti facevano cagare negli anni ’80.   Figuriamoci ora.

37. Indossare gli occhialoni da nerd, girando in Corso di Porta Ticinese con la bici a scatto fisso, il Mac sotto braccio e la RefLex al collo. Piuttosto camminate con un cartello sulle spalle con scritto “cerco sesso”. Almeno risparmiate.

38. Tenere all’inter e vedere le partite in curva Nord. Non si capisce il bello di prendere ordini da un tamarro sdentato che di norma distribuisce giornali free press sotto la metro in Duomo.

39. Tenere al milan e vedere le partite in curva Sud. La fdl è morta. Non tornerà. Ora ci sono i Vikings Juve. Fatevene una ragione.

40. Insultare un anziano al volante. In generale, insultare chiunque sia al volante. Non è ancora stata elaborata una teoria, ma tutte le evidenze dimostrano che il traffico di Milano trasforma in assassini. Saranno le pm10…

41. Un master in Cattolica. Perchè pagare il pizzo per avere in cambio uno stage?

 42. Iniziare a fare il rap per trombare le groupies insieme a  Gue Pequeno. Guardate che la pedofilia è un reato grave.

43. Passeggiare in Corso Vittorio Emanuele il sabato di Carnevale. La Corvetto zarra che incontrerete ha una personale   interpretazione del detto “a Carnevale ogni scherzo vale”, e oltre alla schiuma è assai facile imbattersi in qualche lametta Gilette.

44. Andare negli innumerevoli centri-massaggio cinesi per farvi curare la cervicale. Sappiamo benissimo che NON avete la cervicale.

45. Portare le tipa in cima al Duomo a San Valentino, con l’inaudita speranza di farvi fare sesso orale. Andiamo, siete in una Chiesa…fatelo in una Moschea, se avete il coraggio!

46. Farsi fare le carte in Brera. Dicono le stesse cose da 30 anni: se proprio ci tenete, per la metà vi mandiamo a casa il prestampato.

47. Ingozzarvi di bagel alla Bagel Factory. Il saggio gastronomo dice “un paninetto freddo, servito con malagrazia, pagato l’ira di dio tra criptoyuppies ed emonerd” e non abbiamo nulla da aggiungere.

48. Girare 30 minuti in macchina per parcheggiare, trovare finalmente un buco, salire in casa, e una volta sul divano ricordarsi che  domani, proprio in quella via, c’è il mercato. Inutile aggiungere altro.

49. Aprire un blog di moda per raccontare al mondo come siete vestite stamattina. Grazie, ma non frega un cazzo a nessuno.

50. Chiedere una cicca e aspettarsi una sigaretta. Forse non te ne sei accorto…ma sei a Milano, pistola!

51.  Pranzare al Panino Giusto col completo scuro su misura. Dai, figa, è trooooppo un peccato macchiarsi di senape il polsino con le iniziali ricamate sopra! Che figura fai in c.d.a., ziopovero?

52. Sfidare i cingalesi a lanciare in aria quei cosi colorati. Potete allenarvi quanto volete, ma non c’è gara.  

53. Rifiutare di pagare la tangente ai parcheggiatori abusivi davanti alla Triennale, al Forum D’Assago, a San Siro, all’Idroscalo eccetera. Meglio pagare prima che poi. Con quel che costano i carrozzieri..

54. Andare da Luini in preda ai morsi della fame e provare a saltare la fila. Il buttafuori enorme che hanno messo ha metodi da privè di Corso Como. Avvisati.

55. Gareggiare con gli amici pettinati a chi manda più bottiglie al Nephenta. Non vale la pena far fuori le vostre mensilità per quelle al tavolo di fianco. E non fate finta di credere che siano davvero studentesse di Tallin in Erasmus. Esatto, tanto vale farsi  un giro su arcaton.com che si spende meno.

56. Riflettere sul tempo che passa e la caducità della vita guardando il marmista di lapidi agli East End la domenica sera. Se proprio siete in fissa, prendete un’altra media o chiedete due bocce al Cresta.

57.  Dormire 3 ore la domenica per fare il brunch al Diana o al California Bakery. Una vita intera a menarla con l’igiene, per mangiare di fianco a un pinscher in una Louis Vouitton?

58. Entrare al Leonkavallo per fare la rivoluzione. Prima dovete passare dalla cassa. Sono 10 euro.

59. Per sfuggire al caldo estivo, unirsi alle grigliatone dei latinos al parco (Forlanini, Lambro, Nord…). Diavolina e kerosene non fanno parte della dieta mediterranea, e specie d’estate risultano abbastanza indigesti.

60. Occupare abusivamente uno stabile, privato o pubblico che sia. Verrete giustamente sgomberati a tempo di record. Piuttosto, se davvero ci tenete, affiliatevi a una ‘ndrina: come insegnava il caso di viale Montello 6 potrete finalmente occupare per anni.

61. Un pomeriggio alla piscina Argelati. Perché sfidare così apertamente i vostri anticorpi? E ricordate che l’azoto liquido, sulle verruche, fa un male terribile.

62. Andare al Magnolia contando di usare 2 tessere Arci in 10. Ok che i buttafuori hanno il cervello intasato dalle zanzare dell’idroscalo, ma così esagerate.

63. Acquistare steroidi o testosterone in palestra per definirvi in vista della prova costume. Avete presente com’è conciato adesso Stallone? Ecco, forse non ne vale la pena.

64. Scambiare il prato dei giardini di Porta Venezia o del Parco Sempione per il pontile di uno yacht ormeggiato a Cannes. D’accordo, fa caldo. Fa molto caldo. E ogni tanto fantasticare fa bene. Ma attenzione a far fantasticare troppo i venditori ambulanti o le conseguenze potrebbero essere imprevedibili.

65. Partire da Linate perché “è così comodo”. Sono cominciati i lavori per la nuova metro in viale Forlanini. Quasi quasi conviene Fiumicino.

66.  Partire da Malpensa e perdere ore e ora per fare una valigia pesantissima. Tempo e fatica sprecata. Grazie al solerte servizio di carico/scarico bagagli viaggerete comunque leggeri. Molto leggeri.

67. Una serata in Hogan e pantaloni Antognelli al Bobino con Smaila che suona. “Yuppies” era solo una parodia. E, come testimoniano le chiazze di tintura lasciate da Umberto per terra, era quasi trent’anni fa.

68. Mandare un curriculum per ottenere un lavoro in Regione a settembre. Ora, visti i tempi, chiedono la fedina penale: più è sporca, più sarete in sintonia con l’ambiente e avrete possibilità d’essere assunti.

69. Rubare in casa e vendere la refurtiva ai sempre più onnipresenti “compro oro” per pagarvi le vacanze. Questo assolutamente non si fa: non è il momento, offrono troppo poco! Aspettate che passi la congiuntura economica negativa e potrete festeggiare un capodanno in grande stile.

70. Fermarsi ai giardinetti o nei pressi di un’aiuola a chiacchierare. Alla prima chiamata di un Residente, verso le ore 21, partirà immediatamente una squadra speciale che a tempo record isserà un’enorme cancellata, destinata a restare per sempre. O spendete 9 euro a cocktail in un locale, o statevene a casa, rompiball!

71. Continuare a dire “iatro”, “gafi”, “tobru” eccetera. Non avete più vent’anni. Il Sommo Vate, purtroppo, è morto. Basta.

72. Lamentarsi (spesso con spiccato accento meridionale) che “Milano è brutta”: se al posto di San Satiro, l’Ossario, la cascina Linterno eccetera, voi conoscete solo il Tocquiville, il Cuore e il Rattazzo, il problema è vostro, non della città.

73. Cercare di dormire dopo una serata ai Magazzini, magari di mercoledì. Al posto delle pecore, potete provare a contare le tute dell’Adidas: ma tanto non funzionerà ugualmente. Chissà perché.

74. Un pranzo al bar o un aperitivo in zona Tribunale nelle settimane vicine all’esame per diventare avvocato: non c’è cosa più noiosa al mondo dei giovani avvocati, e non c’è cosa più noiosa al mondo dei giovani avvocati che si autocommiserano a vicenda. Anche perché poi, puntualmente, si scopre che l’esame lo fanno a Lecce.

75. Inventarvi modellari a trent’anni passati per ciulare alla Fashion Night Out o durante la settimana della moda. La belle epoque dei driver è finita da un pezzo. E a proposito di pezzi: per star dietro ai ritmi delle modelle moldave, bisogna esser disposti a perdere i denti, lo sapete vero?

76. Prendere un gelato in bermuda e ciabatte. Ormai per entrare nelle nuove gelaterie milanesi – che spuntano come funghi anche in pieno inverno – bisogna minimo essere in lista e accompagnati.

77. Mangiare le pizzette al forno in Barona o in via Casati alle 4 di notte. Se ancora non vi siete menati, perché rischiare proprio all’ultimo?

78. Un’anteprima o una presentazione alla Terrazza Martini sperando di mangiare qualcosa dal buffet. I giornalisti sono accattoni di professione, e il loro giudizio sull’opera/evento in oggetto dipende esclusivamente dalla ricchezza delle prebende offerte. Vi resteranno solo le briciole.

79. Investire soldi in tele di “street artist“. Salvo un paio d’eccezioni, non valgono nulla già oggi, figurarsi tra un paio d’anni. E se proprio volete far della beneficenza, a questo punto fatela a chi davvero ne ha bisogno.

80. Menarvela ovunque e comunque perché avete fatto la Bocconi. Dopo Sergio Vastano e Sara Tommasi, ora siete rappresentati dai concorrenti di The Apprentice. Forse è meglio dire che siete laureati in economia e far finta di niente.