SIAMO TUTTI ASSASSINI?

Milano Città Aperta

scandalosi tentativi per uccidere la vita notturna a Milano.

 

 

E’ uscito oggi un comunicato dei “Residenti di Via Vetere” che denunciano quanto segue:

Milano uccide i suoi anziani. Vi annunciamo con dolore che una anziana signora di via Vetere 9, la signora Ombretta Conconi, è stata uccisa dalla movida di via Vetere: è morta di mal di cuore, causato dalle vibrazioni di un locale che suona tutta le notti senza aver insonorizzato i muri, e dalle urla e degli schiamazzi degli avventori degli altri bar della via, da bonghisti e da spacciatori di droga che stazionano ogni notte in via Vetere (…). La signora Conconi non ha più potuto dormire e dopo tre-cinque anni di questa vita d’inferno si è ammalata di cuore ed è deceduta.”

Secondo i “Residenti di Via Vetere” dunque, tutti coloro che sono andati a bersi una birra al Rattazzo o al Sgt Pepper’s negli ultimi 5 anni sono, di fatto, responsabili della morte di una signora anziana. Si spera che l’autopsia o il referto medico certifichino questa “morte per movida”. Dovrà essere dimostrato che la cardiopatia dell’anziana signora sorse e si aggravò esclusivamente a causa dei rumori provenienti dal Rattazzo. Altrimenti, non sarebbe una cattiva idea una bella causa collettiva per diffamazione.

Questo ragionamento, comunque, è da analizzare con attenzione.  Segna sicuramente uno scatto in avanti su due fronti. Da un lato, quello della retorica: nessuno aveva mai avuto l’ardire di sostenere una tesi simile.  Dall’altro, una radicalizzazione nella lotta, a Milano in atto da anni, contro chi si ostina a voler vivere la città, non immaginando nulla, ma proprio nulla di diverso da  ciò che avviene già in tutte le altre città europee (luoghi dove dubitiamo fortemente che lorsignori siano stati di recente a passeggiare oltre le ore 21).

Chiariamo: via Vetere è un problema e il mondo dei locali milanesi è tutt’altro che limpido, qualche volta addirittura colluso – ma non sono questi i casi – con ambienti criminali pessimi. Ma chiamare assassini o spacciatori quelli che ci vanno, o invocare”subito 1000 agenti in assetto anti-sommossa”, come dichiarato dal solito De Corato stamattina, in piena nostalgia da ventennio, non fa che umiliare la città stessa, che a 3 anni da Expo ha il diritto di superare Salò e guardare a Londra o a Berlino.

Il tema vero allora è quello degli spazi che non ci sono, e che quando ci sono vengono chiusi, come è successo proprio a Piazza Vetra nel ’99 – con una decisione contestata anche all’interno dell’allora maggioranza. Era un ricettacolo di criminalità? Curiosa teoria, questa. (anche il Pirellone pare esserlo – per colpa di destra e sinistra- e nessuno sembra intenzionato a chiuderlo). Il degrado si combatte restituendo gli spazi ai cittadini, non chiudendoli. E poi impegnandosi per garantirne la sicurezza.

Proprio questo era uno dei punti di discontinuità di Pisapia in campagna elettorale.

Ricordate? Parchi aperti anche di notte, era lo slogan.

Se ne è parlato quest’estate. Poi la questione è sparita, spazzata via dai camion dell’AMSA di D’Alfonso che hanno preso a girare all’una e mezza, sepolta sotto una pila di “valuteremo con attenzione l’importante problematica nel rispetto delle regole e degli interessi di tutti i milanesi”, la formula standard con cui l’Assessore Maran liquida tutte le questioni in cui dovrebbe fare il gesto – a lui del tutto sconosciuto – di prendere una posizione.

Forse è il caso che qualcuno cominci ad occuparsi seriamente, di questa questione. Tenendo conto delle promesse elettorali, e dei voti presi proprio grazie a quelle, non alla prospettiva di avere Maran o D’Alfonso a fare gli assessori.

L’inattività, alla lunga, è una colpa grave.