MI CAMBIO E ARRIVO…

MI CAMBIO E ARRIVO…

Apr 22

Milanese, acquisito tale, apolide dell’accento o sgraziato imitatore: gioisci, innalza il cuore, porta i tuoi abiti a lavare nella tintoria che costa meno vicino bilocale affitto bloccato e vola al Tommasi! È primavera: è scientifico l’affastellarsi di urla, grugniti, gocciolare di saliva e imprecazioni che avviene al transito della solita sgherra senza calze, o, peggio, con parigina e stivale.

Richiamati dallo S-meltin pot di nullafacenti, finti yuppies, figli decaduti di papà decaduti e tamarri ripuliti, iniziamo la sonata didascalica del martedì sera: la Nuova Giovine Italia.

ELEMOSINA SOCIAL

ELEMOSINA SOCIAL

Apr 17

Con la bella stagione siamo tutti fuori a bere felici, ma il rovescio della medaglia è che il figame e l’alcol da esterna ci espone a dei tipici fastidi, tra cui un tram che ti passa sui piedi ogni 8 minuti e stormi di zanzare grosse come nutrie che ti fanno il prelievo senza ticket, neanche fossimo in via Pace per l’annuale appuntamento del test HIV.

 Tuttavia, il “popolo dell’aperitivo” (espressione che a livello di demenza se la gioca con “il video che ha commosso il web”), teme maggiormente un altro inconveniente, verrebbe da dire il più classico: il Chieditore di Elemosina (hereinafter referred to as “CDE”).

LA POSTBICICLETTA MILANESE

LA POSTBICICLETTA MILANESE

Apr 14

Non so se ve ne siete accorti, ma la bicicletta italiana è morta.

Diciamocelo, l’Atala verdolina e canestrello munita è una bici da pentapartito, da Sapore di Sale, da baby pensionati con il culo degli altri. Simpatica sicuramente, magari anche vintage, ma ormai irrimediabilmente obsoleta.

Nella Milano dell’austerity serve un mezzo diverso, un mezzo aggressivo, sinergicamente integrato e, ovviamente, polifunzionale.

Ci ha pensato, come spesso accade, un dinamico duo di designer danesi.

Il risultato assomiglia a qualcosa che potrebbe guidare un Bruce Wayne vegano e sessualmente attratto dalla radica: una mountain bike con sagomatura stealth e telaio in legno. Ottima per sfuggire ai radar rispettando l’ambiente. 

IT Girls (Milano)

IT Girls (Milano)

Apr 10

Tra Nerd, Hipster, Yuppies sviliti a factotum e businessmen con occhiaie post serata all’ Armani che Pete Doherty direbbe “Chapeau!”, ecco che tra le strade meneghine aleggia l’ultimo fenomeno che solo Milano avrebbe potuto sfornare riscuotendo tanta popular simpathy: quello delle “It Girls“.

Sto pregando che Rudyard Kipling riposi in pace anche se probabilmente si sta rivoltando nella tomba per la declinazione milanese del concetto: ei fu “it” come attrazione assoluta, innata, spontanea di una girl che sa fare parlare di se, punto.

TOP (tasca operating procedures)

TOP (tasca operating procedures)

Apr 08

“Aaahh, che figata!”. Magari con quell’ “aah” iniziale bello arrogante, stile napoletano dopo na tazzulell’é cafè, ma al Radetsky. Quando? Quando esci dal locale meneghino, Nove di sera. Dove? Zona pre-colonne. Birretta in mano, illusorio entusiasmo dato dalle belle serate primaverili. Ma qualcosa è andato storto, ammettiamolo, ma soprattutto ammettilo tu. Ti consegni ai nuovi Filistei del “ahhaaha TOP!” (detto col vergognoso interracial liguistico di chi nella city è senior)…

SOPRAVVIVERE AL SALONE

SOPRAVVIVERE AL SALONE

Apr 08

Come ogni anno in questo periodo di Salone del Mobile scatta il crimine contro il design e contro la creatività ad nutum. E’ un crimine giustificato, sapete?

Io, ad esempio, durante questa settimana nefasta e senza Dio, spero molto di dover lavorare fino a tardi, proprio per avere una scusa minima per non uscire, non parlare di design, non mangiare stuzzichini di cartone, non sentire frasi “ciao, ti trovo benissimo /stai da Dio/il mondo abbisognava della tua creatività”.

Per tale motivo, è necessario chiudersi in casa, hashtaglockthewindows” e “closeyourdoors”. Scorta di sostanze varie, tutte in rigorosamente in scatola, tra cui non deve assolutamente mancare il reginetto della categoria, ovvero l’ananas in scatola, quello con l’acqua morta dentro in cui ci sguazza l’ananas tagliato a dischi lombari.

La modalità della settimana è AIRPLANE MODE ON sul cellulare e nell’anima. Ed è come stare in aereo, con la mente tra le nuvole, nel fumo totale, mentre il mondo, fuori, fa il giro del cantiere di Piazza XXIV Maggio all’infinito, pensando si tratti di un’installazione, per poi gettarsi tutti come un branco di lemming suicidi nell’orrido precipizio di Via Tortona.

Da non sottovalutare, poi, che così uno si risparmia un botto di cappelli, i ponchos marocchini presi in affitto da Saint Laurent, le maglie sgargianti di Iuter coi pappagalli colorati che sembrano dire “Madòòò, ci ho il male dentro, I want euthanasia”.

Ma soprattutto, uno si risparmia gli “EVENTI”. Ce ne sono davvero molti e per tutti i gusti. Vénghino, Signori, vénghino, anche dall’hinterland.

Manca davvero che sia considerato un evento pure andare al cesso e poi siamo a posto…con tutto il rispetto per gli stitici.

La cacca, quest’anno, penso la farò a casa.

 

TBT (Redazione OCCUPY)